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La più grande mostra sulla ceramica in Italia


A Pisa dal 5 maggio al centro SMS e in altri tre luoghi

Bacino_292Si apre sabato 5 maggio la più grande mostra sulla ceramica mai realizzata in Italia, “Pisa città della ceramica. Mille anni di economia e d’arte, dalle importazioni mediterranee alle creazioni contemporanee”. Il progetto, realizzato dalla Società Storica Pisana, si sviluppa lungo sei mesi, fino al 5 novembre, in quattro sedi espositive principali (San Michele degli Scalzi, Palazzo Blu, Camera di Commercio di Pisa, Museo Nazionale di San Matteo), con oltre 500 pezzi in mostra, un cartellone di eventi dedicati a tutte le fasce di età, percorsi guidati in città e nel territorio pisano alla scoperta di inediti palazzi, chiese decorate da bacini ceramici, esempi di archeologia industriale e ceramisti ancora in attività, ma anche un sito web fruibile da smartphone, con mappe personalizzabili per costruire in autonomia il proprio itinerario di visita. La mostra, infatti, invita a rileggere un intero territorio, che fu un’avanguardia nella tecnica destinata a cambiare le abitudini dell’Occidente, cominciando dalla tavola, per diventare un settore trainante per l’economia: la produzione della ceramica.

«Il percorso espositivo – ha spiegato l’assessore Andrea Ferrante – ha il senso di recuperare un elemento centrale nella storia della città legato al tempo stesso alle vicende di Pisa repubblica marinara e di Pisa città industriale con filo conduttore il sapere e il saper fare e in cui il legame tra cultura e produzione mostra tutta la sua grande forza». «Attraverso questa mostra – dichiara Gabriella Garzella, Presidente della Società Storica Pisana – intendiamo raccontare la lunga storia di Pisa come città della ceramica, rivolgendoci a un pubblico il più ampio possibile, di cittadini e turisti, di studenti e studiosi, di curiosi e collezionisti». «Questa mostra – spiega Monica Baldassarri, curatrice del progetto – ricostruisce il quadro corale di una dimensione produttiva, sociale e anche artistica che – attraverso varie fasi storiche – ha coinvolto centinaia di uomini e donne, comprendendo opere all’avanguardia per tecnica e iconografia, destinate alle élites cittadine, italiane ed europee, e prodotti più seriali che sono stati fabbricati ‘in massa’ e distribuiti capillarmente, costituendo un settore economico importante per Pisa e per tutta la Toscana». «La varietà di forme e decori visibile attraverso le ceramiche di importazione mediterranea – aggiunge Marcella Giorgio, coordinamento scientifico della mostra – consente di cogliere la complessità del mondo medievale in cui essi furono creati, con tecniche all’avanguardia per l’epoca e sconosciute sul territorio italiano».

Il cuore della mostra sarà il Centro Espositivo San Michele degli Scalzi (viale delle Piagge), adiacente ai resti dell’ultimo baluardo della produzione in città, la fabbrica della Richard Ginori. L’allestimento si snoderà nei locali disposti intorno all’antico chiostro, con vista sul campanile decorato dai bacini ceramici, ripercorrendo la storia di una produzione manifatturiera e artistica che ha caratterizzato Pisa e il suo territorio a livello nazionale e internazionale dal primo medioevo sino al XX secolo. Tra postazioni tattili, video e gigantografie d’impatto, sarà possibile approfondire le tecniche utilizzate prima dell’anno Mille, l’espansione del settore lungo il fiume Arno prima e sulle rotte del Mediterraneo poi, fino all’età industriale.

Al nucleo principale di San Michele degli Scalzi faranno eco il Museo Nazionale di San Matteo (piazza San Matteo in Soarta, 1), con la sala espositiva dei “bacini ceramici” riallestita per l’occasione e Palazzo Blu (lungarno Gambacorti, 9) con un percorso dedicato alle più antiche ceramiche medievali provenienti da scavi recenti praticati in zona. Il Novecento sarà invece protagonista nella sede della Camera di Commercio di Pisa (piazza Vittorio Emanuele II, 5), che ospiterà a partire dal 1 giugno una sezione espositiva dedicata alle produzioni tardo ottocentesche e novecentesche, compresi una serie di oggetti di uso quotidiano, come pipe, lampade e strumenti di vario genere, oltre ad una serie di incontri con i ceramisti contemporanei attivi in area pisana e mediterranea. Altri incontri di approfondimento, tenuti da esperti italiani e stranieri, coinvolgeranno le diverse sedi museali e la Biblioteca comunale.

Sempre dal 1 giugno inizieranno le mostre diffuse nel territorio e verranno lanciati i “percorsi della ceramica” alla scopertà di chiese decorate da bacini ceramici, case-torri in cui è impiegato il cotto decorato, edifici del primo Novecento impreziositi da elementi ceramici e centri produttivi del territorio limitrofo.

L’arte pisana della ceramica, nata già in età antica, affonda le radici del suo sviluppo nelle importazioni via mare da aree islamiche e bizantine. In principio furono le “Maioliche”, manufatti realizzati prevalentemente per uso alimentare, con coperture vetrificate colorate, chiamate così per la provenienza dall’Isola di Maiorca. Acquisite le tecniche, all’inizio del Duecento i ceramisti pisani, primi in Toscana e tra i primi in Italia, avviano un’eccellente produzione di ceramica decorata. Ben presto gli “allievi” pisani superano i “maestri” spagnoli cominciando ad esportare in tutto il bacino del Mediterraneo. Rinnovatasi nel corso dei secoli, la produzione ceramica pisana si espande fino all’Ottocento, conquistando l’Europa e le Americhe. Di epoca più recente la nascita di piccole fabbriche, in grado di rispondere al fabbisogno locale, ma anche di proseguire nelle esportazioni di manufatti di valore artistico: un panorama in cui s’impone tra primo e secondo dopoguerra il grande sviluppo industriale della Richard-Ginori. La tradizione ceramista pisana infatti in età moderna si espande anche al territorio, conoscendo particolare fortuna tra ‘600 e ‘800 con l’apertura di numerose botteghe in alcuni dei centri del basso Valdarno. La capillarità delle produzioni ceramiche locali permette di creare un percorso ideale lungo le sponde dell’Arno (“Un fiume di ceramiche”), che a partire da Vicopisano (con le produzioni di San Giovanni alla Vena), si snoda attraverso le realtà artigianali che caratterizzano le tradizioni di Calcinaia, Pontedera, Montopoli in Valdarno, S. Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, per arrivare fino a S. Miniato e Fucecchio, tutti luoghi che ospiteranno allestimenti ed eventi paralleli alla mostra principale.

L’evento è realizzato insieme con la Soprintendenza Abap di Livorno e di Pisa e il Polo Museale Fiorentino, con il sostegno della Fondazione Pisa, del Comune di Pisa e della Camera di Commercio di Pisa. Ha ricevuto il sostegno e la collaborazione di Acque S.p.A., di club di servizio (Rotary, Lions, Soroptimist e Innerwheel di Pisa e del territorio) e di altre associazioni culturali cittadine (Archeoclub di Pisa, Amici dei Musei  e dei Monumenti Pisani), oltre che di alcune ditte del settore produttivo e dalle sedi locali dei soci Coop. Hanno aderito e partecipano all’iniziativa diffusa sul territorio i Comuni di Vicopisano, Calcinaia, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno, San Miniato e Fucecchio insieme ai loro musei e aree archeologiche, oltre alla Diocesi di San Miniato per mezzo del suo museo. La mostra è patrocinata dal Mibact, dalla Regione Toscana e dall’Università di Pisa. Per informazioni e programma completo: www.pisacittaceramica.it. Prenotazioni: pisacittaceramica@gmail.com

Biglietti: accesso gratuito al centro SMS e alla sede espositiva presso la Camera di Commercio, e biglietto ridotto al Museo Nazionale di San Matteo e a Palazzo Blu – esposizione permanente giorno di chiusura per tutte le sedi: lunedì

SMS: da maggio a luglio e da settembre a novembre – martedì e giovedì dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle 17; il mercoledì e il venerdì dalle ore 9 alle ore 13; il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura). Nel mese di agosto aperto sabato e domenica dalle 18 alle 22.

Camera di Commercio: aperta a partire dal 1° giugno 2018; da martedì a sabato, con orari in via di definizione.

Museo Nazionale di San Matteo: feriali: 8.30 – 19.30; festivi: 8.30 – 13.30 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura) Chiusura: ogni lunedì. Per informazioni specifiche telefonare 050 541865, pm-os.museosanmatteo@beniculturali.it

Palazzo Blu: Le collezioni della Fondazione Pisa sono fruibili dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 19 e il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 20 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Chiuso nel mese di agosto. Per informazioni specifiche telefono +39 050 220.46.50; info@palazzoblu.it