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Minniti: «Pisa in cima alla lista per i nuovi organici delle forze dell’ordine»


L'annuncio del Ministro alla firma del "Patto per Pisa Sicura"

Minniti-1È stato firmato oggi, giovedì 11 gennaio, nel Palazzo della Prefettura a Pisa, il rinnovo del Patto per Pisa Sicura. A siglare il Ministro degli Interni Marco Minniti, il prefetto di Pisa Angela Pagliuca, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, la vicepresidente della Regione Monica Barni. Si tratta di un rinnovo del Patto che prevede una stretta collaborazione tra istituzioni locali, governo centrale e forze dell’ordine per garantire sicurezza e migliore qualità della vita ai cittadini. La nuova versione del Patto recepisce l’ultima novità normativa: la legge Minniti sulla sicurezza urbana. Tra le caratteristiche del Patto: una cabina di regia comune tra istituzioni e forze dell’ordine, la condivisione delle informazioni, l’anagrafe della videosorveglianza, il potere del sindaco di fare ordinanze, un software per monitorare e contrastare i reati predatori, interventi di riqualificazione urbana. Tra i temi: si passa dalla lotta al terrorismo ad azioni contro la microcriminalità (spaccio, lotta alla prostituzione), fino al contrasto al bullismo, alle truffe agli anziani, all’abusivismo commerciale e agli insediamenti non autorizzati. Le forze dell’ordine si impegnano ad utilizzare al massimo i reperti di prevenzione crimine in base alla realtà metropolitana della città. 

«Uno strumento per una strategia condivisa e integrata di sicurezza urbana, aggiornato sulla base della nuova legge e che recepisce i cambiamenti sociali. Fu firmato la prima volta nel 2010 e poi rinnovato nel 2012, 2014 e 2015 – dichiara il Prefetto di Pisa Angela Pagliuca – per tutelare la legalità urbana e la sicurezza in centro e nei quartieri, intervenendo sul recupero dei casi sociali dai giovani ai deboli, contrastare il degrado, la malamovida, il bullismo, l’abuso degli alcolici». «la Regione sostiene gli interventi che le comunità fanno per la sicurezza urbana, unendo finanziamenti come quelli per la videosorveglianza ad azioni di promozioe della cultura della legalità» ha continuato Monica Barni, vicepresidente della Toscana

«La presenza del Ministro è un importante segnale di attenzione alla nostra città – ha proseguito il sindaco di Pisa Marco Filippeschi – dopo la prima versione del Patto firmata con Maroni, i cui impegni non furono tutti mantenuti, lo abbiamo rinnovato e aggiornato per renderlo più aderente ai bisogni della città. Ricordo che si fece a Pisa un convegno dell’Anci sul tema della sicurezza urbana le cui proposte sono state recepite dalla nuova legge Minniti. Ci siamo sempre impegnati sul tema, anche a rischio di tirarci addosso una responsabilità, quella sulla sicurezza, che non è principalmente del Sindaco. Pisa merita attenzione per la sua realtà metropolitana che va oltre i 90mila residenti, per i grandi servizi che ospita, come università, ospedale, aeroporto, grande stazione ferroviaria, e per i monumenti conosciuti in tutto il mondo. Con un progetto ci siamo aggiudicati le risorse per la riqualificazione della zona stazione, per migliorare la qualità dei luoghiA questo si deve accompagnare una serie di altre iniziative, per questo chiediamo al Ministro: il potenziamento dell’antiterrorismo, l’assegnazione di nuovi organici, servizi più dinamici sul territorio rafforzando i molti risultati delle forze dell’ordine, lo spostamento della Questura di Pisa in piazza Vittorio Emanuele, monitorare i quartieri per il contrasto ai furti in appartamento, continuare con la sicurezza partecipata con i cittadini, i CTP e i comitati. Ho fiducia che questa firma possa rilanciare l’impegno sulla sicurezza in città».

Ha infine preso la parola il Ministro Minniti, ricordando il recente cambio di Prefetto e Questore e ringraziando il Sindaco perchè ha fortemento voluto questa riedizione del Patto: «Pisa ha un valore più alto di una media città italiana: qui sono concentrati simboli straordinari di storia e cultura che vanno al di là del nostro Paese, che sono per l’umanità. Questo vale per chi vuole venire qui, e vale anche per chi questi simboli li vuole colpire. Pisa è rappresentativa dell’Italia: in questi anni ci siamo cimentati con la minaccia del terrorismo internazionale, ma il destino del nostro Paese è di essere visitato. Serve un modello di sicurezza che coniughi il controllo del territorio alla sua frubilità, una “sicurezza tranquilla”». «Serve una cooperazione strategica tra il livello nazionale ed il territorio – continua entrando nello specifico del Patto – oggi grazie alla nuova legge il Patto non è più un atto bilaterale ma è inserito in un quadro normativo, questo permette, per esempio, alle ordinanze del Sindaco di essere garantite dalla legge», quindi meno passibili di ricorsi. Sulle richieste del Sindaco: «per l’antiterrorismo c’è già una presenza ulteriormente aumentata con nuove aliquote di militari e 10 unità dei Carabinieri già operative, inoltre Pisa è interessata dalle forze di intervento rapido che agiscono in caso di necessità. I reati sono in significativa diminuzione, questo vuol dire che che ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Ma è giusto che le forze dell’ordine siano più vicine e presenti sul territorio. È finito il blocco del turnover, grazie alla nuova legge di stabilità, che è tornato al 100%, questo ci permetterà di colmare il 50% dei vuoti degli organici, la formazione del nuovo personale è in corso e Pisa sarà in cima alla lista degli organici da completare e colmare. Sulla nuova sede della Questura, il Prefetto ha aperto formalmente la procedura»

(Raffaele Zortea – Pisainformaflash)

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