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Inaugurato il Festival della Robotica


L'intervento del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi

21317907_1302919296502194_7998859276955421148_nLa robotica caratterizza Pisa in Italia e nel mondo ed è la prima volta che in Italia si ospita un Festival Internazionale dedicato alla robotica in tutte le sue declinazioni. Robot dedicati all’arte e allo spettacolo; robot chirurghi, che fanno diagnosi, aiutano ad eseguire interventi complessi e servono a creare sistemi di simulazione per affinare la formazione dei chirurghi; che s’impiantano nei nostri corpi; che si applicano al superamento delle disabilità, alla riabilitazione, allo sport (questa, per la salute, è la specializzazione maggiore della robotica pisana); all’educazione dei bambini; alla nostra vita domestica; e all’industria, in ogni settore. E a servizio di tutte le scienze. Grazie alla robotica, potrà migliorare la vita dei lavoratori liberandoli da incombenze pericolose, faticose, usuranti. Ma questa rivoluzione pone anche domande difficili: sulla sostituzione del lavoro; sulle sfide etiche quando le macchine hanno una certa libertà di reazione e decisione; sull’uso militare dei robot.
La robotica è il campo di straordinari incroci interdisciplinari: la frontiera di tanti avanzamenti scientifici che si fondono in avanzamenti tecnologici.  

E’ una rivoluzione che ci spinge a fare grandi cambiamenti, a trovare nuovi equilibri, che chiede democrazia efficiente e etica della responsabilità. E’ un campo che chiede un veloce, urgentissimo a mio avviso, avvicinamento fra la politica – con la P maiuscola – e la scienza, la capacità d’innovazione. Anche questa sfida, credo, può richiamare all’impegno, rimotivare, rilegittimare l’azione pubblica. Dire che si può cambiare in meglio, colmando le diseguaglianze, aprendo a libertà e creatività e sviluppando nuove possibilità nel segno del bene comune.   Dipenderà intanto dal nostro impegno e dall’orientamento che sapremo dare alle scelte.
Pisa prova a dare un contributo. E voglio ringraziare il professor Franco Mosca e il professor Paolo Dario che ci hanno portato un progetto ambizioso, che io ho subito incoraggiato, e che con il concorso di tante energie, di tante energie giovani, l’hanno realizzato, puntando ad un livello alto fin dalla prima edizione.
Ringrazio la Scuola Superiore Sant’Anna, l’Università, la Scuola Normale, il Cnr e gli istituti di ricerca che hanno collaborato, l’Azienda Ospedaliero Universitaria e le altre istituzioni che hanno collaborato. Le aziende private che hanno concorso.
Ringrazio la Fonadazione Pisa che ha dato un importante contributo e, naturalmente, la Fondazione Arpa, promotrice e fondamentale sostenitrice.

Ci saranno in città convegni e dibattiti, di taglio scientifico e divulgativo; poi una rassegna cinematografica, laboratori di robotica educativa per bambini e adulti, mostre e dimostrazioni di robotica applicata.
I laboratori di robotica educativa, curati da ‘Great Robotics’, spin off dell’istituto di BioRobotica del Sant’Anna e ospitati alla stazione Leopolda, hanno già fatto registrare il tutto esaurito.
La robotica è un vero patrimonio per la nostra città ed era importante organizzare un evento come questo che ci offre l’opportunità di approntare qualcosa di unico che sarà imprescindibile per la comunità scientifica mondiale – come ha ricordato giustamente il professor Mosca. E mi unisco alle sue parole quando ha detto che “siamo riusciti a dare corpo e sostanza a quello che da queste parti, e di questi tempi, potrebbe sembrare a dir poco utopico”.

A Pisa la robotica del futuro è nata: possiamo dire senza tema di smentita che Pisa è una città leader mondiale della robotica: abbiamo fra i migliori ricercatori del settore, qui sono stati realizzati progetti unici per qualità e sviluppi industriali. I nostri laboratori hanno formato studenti e ricercatori di alto profilo, che hanno fatto con successo esperienze internazionali e che hanno dato vita ad aziende.
Abbiamo tutte le carte in regola per collaborare e competere con altre realtà nel mondo, ma c’è ancora lavoro da fare. Come ha detto in varie occasioni il professor Dario, è necessario velocizzare il percorso produttivo.

Nel giro di pochi anni in città, i grandi eventi ricorrenti su tematiche di grandissima attualità, i nostri festival culturali, si sono moltiplicati. Fra poche settimane si svolgerà il FestivalInternet. Poi Pisa Book Festivale il festival su DantePisa in fiore, come mostra-festival del verde urbano. E la Biennale di Architettura.  Spero che questa edizione sia la prima di una lunga serie e che questo Festival possa crescere.

L’obiettivo che ci prefiggiamo è far sì che grazie a questo evento si rafforzi il riconoscimento della vocazione eccezionale di Pisa, della caratterizzazione della nostra città – e quando dico Pisa dico anche Pontedera, non metto limiti municipalisti – e il suo ruolo di leadership nazionale, di città europea di un gruppo selezionato, “speciale” ho detto, che l’Unione Europa dovrebbe monitorare e promuovere quale esempio di un nuovo modello di sviluppo. E che lo stato, i governi, dovrebbero spingere, aumentando gli investimenti in formazione e ricerca, invertendo radicalmente le scelte che ci hanno portato in coda fra i paesi europei. Per la robotica come campo di prospettiva del nostro sistema di alta formazione e ricerca, anche in relazione allo sviluppo del programma Industria 4.0. I progressi della robotica rappresentano una vera e propria rivoluzione tecnologica che cambierà la nostra vita, come è già successo con la rivoluzione digitale (sono due rivoluzioni che s’intrecciano, che si alimentano).  

Il nostro Festival è aperto a tutti, ha un carattere divulgativo perché vuole creare curiosità, coinvolgere, e far conoscere tutti gli ambiti di applicazione della robotica.
Sarà un’occasione per poter conoscere direttamente alcuni tra i leader internazionali della ricerca sulla robotica e i tanti protagonisti di un’eccellenza pisana, e vedere come il frutto delle loro ricerche contribuisca a rilanciare Pisa quale polo all’avanguardia nell’innovazione, nelle tecnologie, una città volta al futuro.
Sono grato a chi è venuto a Pisa a portare i suo contributo e spero che la città gli si dimostri bellissima e accogliente, come sa essere.
Grazie e buon Festival a tutti.